DAVIDE VS GOLIA – GLASSUP VS GOOGLE GLASS

Davide contro Golia ovvero GlassUp contro Google Glass: il progetto della piccola startup italiana GlassUP contro Big G!

Un’intrigante storia  appena cominciata che potrebbe avere risvolti molto interessanti.

Glass UP - gli occhiali interattivi Made in Italy

Glass UP – Occhiali interattivi Made in Italy

Qualcuno li ha già definiti gli anti  Google Glass ma i GlassUp, gli occhiali interattivi made in Italy, sono un’altra cosa e si avvicinano tantissimo a un’idea che avevo sviluppato con il mio team di amici/partners (Roberto Buratti – Stefano Reato) 3 anni fa, quando avevamo avuto modo di lavorare a diverse esperienze molto interessanti e innovative nel settore del Design Eyewear grazie all’interazione con Dante Caretti un amico e un grande conoscitore, esperto e visionario del settore, coautore con Cristina Frasca di LYF Magazine.

Google Glass woman

I Google Glass non ci avevano convinto allora e non ci convincono ancora oggi, perchè non vengono ancora proposti come un oggetto esteticamente gradevole da indossare in maniera prolungata (anche se molti appassionati lo faranno) come può essere un paio di occhiali, ma sono di fatto un dispositivo hitech innovativo da usare quando serve, anche se sicuramente avranno svariate applicazioni di utilizzo verticale in diversi settori.

Come ho scritto recentemente nel post che ho intitolato provocatoriamente  GOOGLE GLASS, IL LANCIO PREMATURO DI UN OGGETTO STRAORDINARIO NATO BRUTTO, nelle Wearable Tech non basta più solo la tecnologia, per quanto innovativa e rivoluzionaria possa essere, ma sarà necessario partire prima di tutto dal design e dalla capacità di ideare prodotti che siano prima di tutto stilisticamente belli, comodi, armonici sul piano estetico, e di grande qualità, oltre ad essere intrinsecamente funzionali e innovativi.

I GlassUP hanno un design più tradizionale e quindi sono più belli e armoniosi proprio perché sono prima di tutto degli occhiali con le lenti, indossabili con un miglior bilanciamento estetico sul viso dove il modulo elettronico è molto meno visibile e questo fatto non è di secondaria importanza.

GLASSUP-Frame

GLASSUP-Frame

GLASSUP-Optical System

GLASSUP-Optical System

GLASSUP-Electronic-Circuit

GLASSUP-Electronic-Circuit

Allora scrissi nella presentazione del nostro progetto che “era fondamentale impostare un progetto con una strategia diversa rispetto ai Google Glass:
  • realizzare un device partendo da un oggetto che sia di fatto sempre e prima di tutto un paio di occhiali dotato di un modulo hardware che costituisca il display per visualizzare le informazioni e i contenuti presenti sullo smartphone che ho in tasca.
  • offrire un oggetto a un costo abbordabile, sufficientemente aggressivo per avere una potenziale larga diffusione 
  • mantenere un device hardware con un design proprio di un paio di occhiali  senza forzare compromessi estetici per integrare la tecnologia
  • attingere l’intelligenza e la potenza di calcolo completamente da uno smartphone o da un tablet che hanno e avranno un mercato in crescita ancora per qualche anno.
  • predisporre una tecnologia che sarà possibile vendere in licenza a tutti i produttori di eyewear.

I GlassUP rappresentano un po’ la risposta all’idea che avevamo avuto e di fatto si propongono come un secondo schermo per i nostri Smartphone che siano IOS, Android e in futuro anche Windows Phone.

glassup-phone

Non hanno un modulo di intelligenza a bordo e non sono quindi pensati per la produzione di contenuti, per scattare foto o video ma solo per la ricezione dei contenuti già presenti sui nostri Smartphone o Tablet.

Il display posizionato sulla stanghetta destra dell’occhiale proietta le immagini sulla lente dell’occhio destro che rimane quindi trasparente. L’effetto ottenuto quindi è di una grafica in sovraimpressione a ciò che si sta guardando e mentre si parla con qualcuno, è possibile leggere un messaggio senza distogliere gli occhi perchè si vede il tutto contemporaneamente.

 GLASSUP-Sample2-2

 

GLASSUP-Sample3-2

GLASSUP-Sample2-3

Nei Google Glass invece le informazioni appaiono su un secondo schermo in alto e destra e l’occhio deve operare una scelta: o guardare il display o ciò che è inquadrato dall’occhio.

Si connettono in bluetooth  per far apparire sulla lente destra una grafica di colore verde che ricorda quella dei primi monitor.

Sui GlassUP troviamo numerosi sensori come l’accelerometro, la bussola, l’altimetro e il sensore di luce ambientale, e la gestione è quindi demandata al sistema operativo del nostro device mobile, mentre le aste offrono una superficie touch per un’interazione diretta con i dispositivi a disposizione.

Essendo collegati a un device mobile, il parco di applicazioni può essere in prospettiva molto ampio proprio perchè basato su uno sviluppo di App per i vari smartphone e tablet di produttori di terze parti, che possono e potranno integrare progressivamente le funzionalità dei GlassUP con apposite librerie software.

GlassUp_APPS

Le funzioni più semplici di GlassUP sono basati sulla lettura delle mail ricevute, dei messaggi, dei feed Rss dei contenuti su web, dei Tweet, e dei post su Facebook o le ultime notizie di attualità o finanza.


Il progetto GlassUp è attualmente  in corso di finanziamento sul sito di crowdfunding Indiegogoe partirà la commercializzazione dei prodotti a gennaio 2014.

I prezzi dovrebbero partire da 199 dollari per il modello destinato agli sviluppatori in uscita a gennaio 2014.

Da febbraio 2014 saranno disponibili le versioni commerciali a un prezzo al pubblico di 399 euro.

A marzo 2014 sarà commercializzato un modello da montare sugli occhiali da vista, e questa potrebbe rivelarsi come la versione più interessante in prospettiva

E’ molto evidente la differenza con i Google Glass, il cui prezzo, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe aggirarsi a partire dai 600 euro più o meno come uno smartphone di fascia alta.

GLASSUP-Logo

Il progetto GlassUP nasce a Modena per opera di tre italiani, Francesco Giartosio, appassionato di hi-tech e CEO, l’esperto di apparati ottici Gianluigi Tregnaghi e Andrea Tellatin che si è occupato del software e dell’industrializzazione, avendo già lavorato allo sviluppo di I’m watch, smartwatch.

Mi fa molto piacere parlare del progetto GlassUP, perchè corrisponde all’idea dei contenuti del progetto che avevamo a suo tempo predisposto, e quindi mi trova in completa sintonia, e in particolare perchè è un progetto innovativo hitech, Made in Italy, che tiene conto del design, dell’estetica dell’indossabilità degli occhiali, aspetto che sicuramente contraddistingue questo progetto dai competitors.

Il Team di GlassUP ha quindi già sviluppato un modello sportivo, e un modello casual, ma l’aspetto più interessante è legato alla strategia di posizionamento basato su una serie di accordi con le più importanti società di eyewear in Italia, che prevedono la realizzazione di una versione da montare sugli occhiali da vista, e questa ritengo che sia la strada giusta per procedere con un progetto come questo.

“Non è un caso quindi se l’ufficio legale di Google ha chiamato Giartosio, CEO di GlassUP, per poi mandare una mail in cui si chiedeva di cambiare nome o si sarebbe opposto alla domanda di registrazione  del marchio».

Sicuramente la querelle con Big G è stata ripresa dalle principali testate e dai più popolar siti hitech e GlassUp ha goduto di una pubblicità inaspettata.

Tutto lascia quindi prevedere che il progetto GlassUP potrà essere un successo, e si prevede quindi una bella operazione di innovazione made in Italy, in un settore dove comunque l’Italia ha attualmente la leadership mondiale.

Sergio Curadi

Dal 1984 mi occupo di comunicazione attraverso i new media digitali e, lavorando in questo settore da tanti anni, ho visto nascere ed evolvere la comunicazione digitale sin dalla commercializzazione dei primi personal computer e dal successivo avvento di internet. Amo il mio lavoro e lo porto avanti con grande impegno e passione! Ho partecipato attivamente nel mio piccolo, a questa grande trasformazione economica e culturale come imprenditore creando una delle prime e storiche Multimedia Factory Italiane la EQUART che ho guidato per quasi 20 anni coordinando e realizzando innumerevoli progetti, produzioni ed eventi multimediali. Negli ultimi anni ho svolto attivamente il ruolo di General Manager e Innovation Manager in diverse società specializzate nella Digital Communication attivando degli Innovation LAB. Da fine 2013 sono entrato in SATIZ Technical Publishing & Multimedia come Direttore della Divisione Multimedia Communication. A fine 2014 ho ideato e realizzato con il mio team di SATIZ TPM "IOTEXPO", il 1° Virtual Expo dell'Internet of Things. Da gennaio 2014 sto lavorando allo sviluppo della piattaforma IOTEXPO per la mappatura e la catalogazione di tutti i progetti, le soluzioni, i prodotti e le aziende che si occupano di IoT e a diversi nuovi progetti di comunicazione crossmediale. Da settembre ho affiancato all'attività IOTEXPO, anche INTERNET OF ARTISTS la nuova Startup inglese che sta sviluppando un progetto di una piattaforma digitale innovativa per far interagire le communities di artisti e musicisti nel mondo.

 

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